Circolo della Libertà
Circolo
Sigismondo
Rimini

IN COSA CREDIAMO

Siamo una associazione di cittadini/e riminesi che si propongono di sviluppare iniziative culturali, sociali e politiche e di diffondere i principi ed i valori della democrazia liberale.
La cultura non è né di destra né di sinistra. E’ patrimonio comune dell’umanità e in quanto tale ci appartiene e ci accostiamo ad essa con quelle azioni, quelle opere, quelle iniziative che vogliamo intraprendere con grande entusiasmo e volontà, oltre che desiderio di condividere le emozioni che sa darci: l’arte, la poesia, il canto, il teatro, la scultura, ma anche l’archeologia, l’astronomia, la musica, l’architettura, la pittura, la scienza e la tecnica, la prosa, la lirica, il ballo e quant’altro.
Ma anche iniziative sociali per chi è per meno fortunato di noi nella vita e per rivendicare la difesa di chi è più debole ed indifeso nel rispetto della dignità umana.
Ed iniziative politiche, perché non viviamo fuori dal mondo e perché la democrazia liberale non si tutela con il disimpegno, l’assenteismo o la fuga dai problemi quotidiani della vita.

Identità occidentale Dall’art. 1 del nostro Statuto si evince il nostro “sì” alla “identità occidentale”; l’orgoglio di appartenere all’Occidente europeo e nord-americano, l’orgoglio, in questo contesto, di essere italiano.
L’orgoglio è fierezza, è coscienza della propria eccellenza, così come ho sentito quando, ricordo della mia esperienza professionale passata, ho partecipato al progetto di sviluppo delle navi da guerra del 2000, presso la NATO ad Amburgo nel periodo 1987-1989.
Sentirsi parte integrante e produttiva di questa realtà (essere il responsabile per la componente “Ponte di Volo ed apparecchiature acustiche” della nave per gli 8 paesi occidentali più progrediti) è orgoglio di appartenenza ed è anche esaltante.
Ma l’identità occidentale travalica l’esperienza individuale, per l’identificarsi con la scelta della qualità e del progresso. Significa identificarsi con la scelta della qualità e del progresso. Significa identificarsi con lo stile e la vita di noi occidentali, la cui civiltà si fonda sulla storia millenaria dell’Europa. Ed immancabilmente e prepotentemente l’identità occidentale richiama subito il concetto di cristianità che, al di là della ideologia religiosa, rimanda al sinonimo “tolleranza”, che è accettazione anche di chi non la pensa come noi; ma accettazione non significa accoglienza indiscriminata.

Libertà individuali Noi siamo per la condizione di “libero” di ogni cittadino, condizione che significa per ciascuno “potestà di operare secondo il proprio talento”.
Condizione di vita libera. Diritto del cittadino a non essere arrestato, se non nei casi previsti dalla legge. Libertà di professare la propria fede ed il proprio culto.
Ma libertà individuale significa anche rispetto della stessa condizione per il prossimo: allora non significa fare quello che si vuole dovunque e dovunque.
E’ allora coscienza dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, che vincola l’operato del soggetto libero a regole precise, accettate dall’intera comunità e che tutta la comunità deve rispettare.

Promozione della pace Noi siamo per la pace!
Il termine pace significa: concordia e quiete. Mancanza di contrasti, di conflitti. Pace è tranquillità che causa la felicità. Pace è anche benevolenza e buona volontà.
E’ rimozione dei dissidi, è riconciliazione! Ma pace non è il desiderio di scendere in piazza sotto una bandiera arcobaleno per ostentare piuttosto il proprio antiamericanismo che la voglia di portare la pace, di creare la pace, là dove non c’è.
Un altro ricordo della mia vita professionale passata. Ho partecipato nel 1982 a costruire la pace tra Israele e l’Egitto, a Sharm el Sheick, non quella che conoscono migliaia di italiani turisti del Mar Rosso. Ho comandato Nave Mogano, una piccola nave, un dragamine, che assieme a Palma e Bambù (89 marinai italiani) che di fronte ai contingenti militari di 10 nazioni hanno assicurato la libertà di navigazione del Golfo di Agaba e dello Stretto di Tiran (tra il Sinai e l’Arabia Saudita). I nostri colleghi in servizio sono ancora là a continuare questa missione MFO (Multinational Force and Observers), che significa fare la pace, realizzarla con buona volontà e tanto spirito di sacrificio.

Promozione della sicurezza La “sicurezza” è la qualità e la condizione di “sicuro”, di resistenza, di forza, di difesa dai pericoli. Quando si parla di sicurezza pubblica del cittadino, si intende garantirne l’incolumità fisica; perché non si debbano più portare fiori sulla saracinesca del negozio di un tabaccaio o di un gioielliere, o perché non si debba fare lo slalom tra le pallottole della Camorra in Campania, ora che è riscoppiata la guerra per il controllo della droga.
Ma siamo anche per un governo del nostro territorio che possa garantire di passeggiare nel Parco Cervi dopo il tramonto, senza correre il rischio di essere aggrediti con una bottiglia al vetriolo o il rischio di pungersi con una siringa infetta.

Economia di mercato Economia significa arte della buona amministrazione, di conservare, di spendere ed accrescere i beni secondo le leggi del libero mercato, della libera iniziativa, basata sulla capacità, sulla laboriosità, sull’affidabilità del singolo in un ambiente di sana ed onesta competività.

Sussidiarietà Noi siamo per la Sussidiarietà! Ma cosa è la Sussidiarietà? E’ la visione della Società basata sulla centralità della persona. Il principio di Sussidiarietà afferma il primato della persona sulla società e della Società dello stato. E’ lo Stato al servizio dell’individuo e non viceversa, perché ogni decisione relativa all’interesse generale venga presa il più possibile vicino al cittadino.
Il desiderio di volontà istituzionale che traspare nei discorsi della gente, che inizia a manifestarsi palesemente nelle piazze delle nostre città, il nuovo protagonismo sociale che pervade la popolazione in tutti gli strati sociali, il desiderio di cambiare la società dal basso, non più demandando solo ed esclusivamente ai rappresentanti politici la gestione della “res publica”: tutto ciò è Sussidiarietà! Perciò, la valorizzazione del singolo, il suo impegno perché possano esistere cultura e partecipazione, educazione alla libertà e alla responsabilità.
Noi del “Sigismondo” ci identifichiamo in questo principio.

Stato di diritto Ed ancora l’art. 1 del nostro Statuto afferma: “un diritto uguale per tutti, senza discriminazioni razziali o lessicali, di equità e giustizia, dove un cittadino è libero finché non si sia dimostrato con prove certe, inconfutabili (e non indiziarie) che il suo operato l’ha posto al di fuori della legge costituita ed accettata dal popolo.

Protezione dell’ambiente Come è possibile non amare la natura? Non amare la terra in cui viviamo senza riconoscere che il rispetto di essa passa per leggi ben precise di tutela ambientale?
Un consiglio, leggetevi il libro “Verdi fuori – Rossi dentro. L’inganno ambientalista” di Franco Battaglia e Renato Angelo Ricci, due scienziati che dimostrano con le cifre gli allarmi, le illusioni e l’ideologia degli ecologisti “verdi”.
Siamo certamente per la protezione dell’ambiente, ma non siamo per la protezione dell’interesse privato a scapito della natura. Ma siamo anche quelli del “No al No”! (No Tav – No nucleare – No termovalorizzatore – No degassificatore – No all’innovazione tecnologica). Ancora una volta: No all’ideologia del No!!

Famiglia La famiglia è patrimonio comune del nostro popolo, che la fa apparire grande nel consenso delle Nazioni del mondo, perché la famiglia, in piccolo, è la riproduzione della nostra società, sancita dalla Costituzione (art. 29), che tutela la famiglia fondata sul matrimonio, anche se le necessità moderne e le ventilate crisi di questa istituzione facciano raccomandare al legislatore di introdurre varianti o attagliamenti della legge esistente per tener conto dei modelli di convivenza fuori dal matrimonio. Desidero ribadire che l’art. 29 sancisce e tutela la famiglia nel matrimonio, famiglia tra un uomo ed una donna. Allora chi tenta di introdurre nuovi modelli e di mescolarli alla famiglia tradizionale, è inequivocabilmente fuori dalla Costituzione.
Ho in mente, come tutti, il d.d.l. sui Dico, per tener conto delle convivenze fuori dal matrimonio, che, a mio parere costituisce una chiara forzatura alla legislazione vigente. Vi sono alcune convivenze “temporanee” di chi vuole seguire la moda di conoscersi meglio, vivendo assieme, per evitare il ripetersi di separazioni precedenti o per evitare di affrontare difficoltà economiche supposte insorgenti con il menage matrimoniale. Vi sono poi delle convivenze cosiddette “di principio” di chi, pur volendo vivere l’esperienza di coppia eterosessuale, rifiuta il principio del matrimonio. Vi sono, infine, le convivenze tra persone della stesso sesso, che sono una netta minoranza nel Paese, ma di cui non si può disconoscerne l’esistenza. Queste rappresentano una realtà diversa non riconosciuta dall’art. 29 della nostra Costituzione.
Per le convivenze “momentanee”, che sfociano poi nel matrimonio (e si ricompattano col modello tradizionale) il legislatore deve darsi da fare per tutelare anche questa realtà. Siamo, pertanto, a spingere i nostri rappresentanti al Parlamento perché si attivino concretamente in tal senso.
Per le convivenze di principio, va ricordato che non volersi legare al partner con il matrimonio è conseguenza di una libera scelta cosciente da parte dei due soggetti, che rifiutano l’inserimento nel contesto giuridico già esistente e ben definito.
I terzi, che convivono omosessualmente, per il concetto di tolleranza, di cui prima, vanno comunque accettati nel contesto della società e per i quali esiste la disponibilità ad affrontare il problema sul terreno dei diritti individuali.
Tuttavia, la parificazione dei diritti alle coppie tradizionali la ritengo sbagliata dal punto di vista giuridico e in contrapposizione con l’art. 29 della Costituzione.
La risoluzione del problema non è di competenza del nostro Circolo, ma ci appassiona e ci trova pronti ad approfondire la tematica all’inizio dell’attività che preannunciamo a partire dal mese di settembre, chiamando a discuterne esperti dei diversi aspetti, compreso quello religioso, per le implicazioni del matrimonio connesso con la figura della famiglia tradizionale.
Bene! Dopo l’estate, inizieremo i lavori e il primo atto sarà l’elezione del Consiglio Direttivo a cura dell’Assemblea dei Soci ed è possibile fin da subito ad associarsi al Circolo “Sigismondo”, un Circolo attento alla politica e alle sue problematiche, ma anche alla cultura, patrimonio della nostra comunità locale e nazionale e alla scienza senza per questo essere costretti a doverci obbligatoriamente iscrivere ad un partito politico.

Il Presidente
Angelo Mainardi